Peeling in estetica: cos’è, come funziona e quali sono i benefici per la pelle
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- 12 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Di Luca Randazzo – Redazione 12 febbraio 2026
Il peeling è uno dei trattamenti estetici più richiesti negli ultimi anni. Dalla medicina estetica ai centri specializzati, questa procedura viene utilizzata per migliorare la qualità della pelle, ridurre imperfezioni e contrastare i segni dell’invecchiamento. Ma come funziona davvero e quali sono le differenze tra le varie tipologie?
Cos’è il peeling e a cosa serve
Il peeling è un trattamento esfoliante che favorisce il rinnovamento cellulare attraverso l’applicazione di sostanze chimiche o enzimi sulla pelle. L’obiettivo è rimuovere gli strati superficiali danneggiati, stimolando la produzione di nuove cellule e migliorando l’aspetto cutaneo.
Viene utilizzato per:
Ridurre macchie cutanee e discromie
Attenuare rughe sottili e segni d’espressione
Migliorare acne e cicatrici post-acne
Uniformare il colorito
Donare luminosità alla pelle spenta
Il trattamento può essere eseguito su viso, collo, décolleté e, in alcuni casi, anche su mani e schiena.
Tipologie di peeling: superficiale, medio e profondo
La differenza principale tra i vari peeling riguarda la profondità d’azione.
Peeling superficiale
Agisce sull’epidermide ed è il più delicato. Utilizza generalmente acidi come l’acido glicolico o mandelico. È indicato per pelli giovani o per chi desidera migliorare luminosità e grana cutanea senza tempi di recupero significativi.
Peeling medio
Penetra fino al derma superficiale. Spesso impiega acido tricloroacetico (TCA) in concentrazioni controllate. È efficace per macchie, rughe leggere e cicatrici superficiali.
Peeling profondo
Interviene negli strati più profondi della pelle. È un trattamento più invasivo, eseguito esclusivamente in ambito medico, indicato per segni marcati di invecchiamento o danni solari importanti. Richiede tempi di recupero più lunghi.
Peeling chimico o enzimatico: quali differenze?
Oltre alla profondità, i peeling si distinguono per il tipo di sostanza utilizzata.
Peeling chimico: utilizza acidi esfolianti che stimolano il turnover cellulare.
Peeling enzimatico: sfrutta enzimi naturali (come papaina o bromelina) ed è più delicato, adatto anche alle pelli sensibili.
Negli ultimi anni si è diffusa anche la formula “peeling combinato”, che unisce più principi attivi per risultati personalizzati.
Benefici e risultati: cosa aspettarsi
I risultati variano in base al tipo di pelle e al protocollo scelto. Dopo un peeling superficiale, la pelle appare più luminosa e compatta già dopo pochi giorni. Nei trattamenti medi o profondi, i benefici diventano visibili nel giro di alcune settimane, con miglioramento progressivo di texture e tono.
È normale osservare:
Rossore temporaneo
Leggera desquamazione
Sensazione di pelle che “tira”
Per questo motivo è fondamentale seguire le indicazioni post-trattamento e applicare una protezione solare alta per evitare iperpigmentazioni.
Quando è sconsigliato il peeling
Il trattamento non è indicato in presenza di:
Infezioni cutanee attive
Herpes in fase acuta
Gravidanza (per alcuni tipi di acidi)
Terapie farmacologiche fotosensibilizzanti
Una valutazione preliminare con un professionista qualificato è sempre raccomandata.
Tendenza 2026: peeling personalizzati e skincare avanzata
Secondo gli esperti del settore estetico, il trend attuale punta verso protocolli sempre più personalizzati. L’integrazione tra peeling, biostimolazione e skincare domiciliare mirata rappresenta la nuova frontiera del trattamento cutaneo.
La richiesta di soluzioni non invasive, con tempi di recupero ridotti, continua a crescere, soprattutto nella fascia 30-50 anni.
Conclusioni
Il peeling si conferma uno dei trattamenti chiave in estetica per migliorare la qualità della pelle in modo mirato e progressivo. La scelta della tipologia più adatta dipende dalle esigenze individuali e deve essere affidata a professionisti esperti.
Prima di sottoporsi al trattamento, è consigliabile una consulenza personalizzata per valutare condizioni cutanee, obiettivi e possibili controindicazioni.



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